Attività del gruppo

Gli spettacoli

 

Come gruppo corale La Resela può offrire un repertorio di oltre un centinaio di cante a carattere popolare interpretate  sia dall’intero coro a più voci sia da solisti che via via si avvicendano accompagnando il canto con scene mimiche e di animazione. Lo spettacolo può essere itinerante ossia spostarsi da un angolo all’altro della zona interessata alla festa.

Quando la sede è fissa ( su di un palcoscenico o in un altro sito idoneo è possibile intervallare i canti con poesie e divertenti scenette di vita quotidiana rigorosamente in dialetto e ambientato come periodo storico a circa un secolo fa.

Come compagnia teatrale dispone di commedie in dialetto veronese (ambientate ad un periodo storico di circa un secolo fa)  in cui fa rivivere in maniera divertente la vita quotidiana nel nostro territorio, recuperando lavori ormai in disuso, modi di dire e vocaboli dimenticati situazioni di carattere sociale e lavorativo lasciate al passato. 

Tenendo  fede alla propria vocazione corale le commedie sono trapuntate da cante eseguite rigorosamente in diretta che fanno da commento all’azione drammatica. 

Le commedie 

"Giulieta. L'Ultima"

La commedia è ambientata negli anni 50 in Piazza Erbe a Verona e narra la rivalità “storica” di due famiglie “i brocoleti” e “i radeci”. Piazza Erbe si colora di incontri, di scontri, di litigi, di risate, di poesia, di emozioni e di sentimenti che danno vita ad un intreccio di legami tra i vecchi ombrelloni della piazza, dipingendola come un  quadro originale nato dalla poesia e dalla prosa di un grande poeta quale Tolo da Re. 

“La soca dei  me veci.”

Commedia ambientata nel periodo natalizio che prende il nome dalla tradizionale “soca de Nadal”, un grosso legno che, posto sul camino la vigilia di Natale, durava per tutta la notte. A casa della Milia e del Bio, tra una furiosa litigata e una riappacificazione, si riscopre il clima del Natale di cento anni fa. 

“Diman me sposo.”

 L’acqua dell’Adige fa da sfondo alla storia di una famiglia povera in cui Bepi, calafato  nei cantiere navali di Pescantina, ha due figlie da maritare. Un colpo di fortuna sembra portare serenità e agiatezza ma il destino dispettoso è in agguato…

“El me amor l’è da Milan.”

La figlia di un avvocato milanese, in convalescenza presso gli zii nelle campagne di Pescantina, si innamora di un “bacan”.Il padre infuriato si precipita in paese per interrompere la relazione. Ma, grazie ad un inganno, l’amore vince sempre. 

“E ho messo su fameja.” 

Fotografia di una famiglia contadina con nove figli, alle prese con il problema della misera.. Inaspettato, arriva un decimo figlio che viene accettato con gioia e qualche preoccupazione. Ancora neonato però è colpito da una grave malattia. Ma per chi crede anche i miracoli sono possibili. 

“Quando crepo... ve lasso al mondo.” 

Il vecchio conte, proprietario terriero, sta per morire. Ma il suo cruccio è il dover lasciare tutti i suoi beni alle nuore che, secondo lui, non vedono l’ora di entrarne in possesso. Per tastare la situazione si finge morto e scopre che...

“El peòcio refato” 

Traduzione e libero adattamento da "Il borghese gentiluomo" a cura di Renato Gorfer e Luisanna Sidoni per la regia di Lino Padovani, maestro del coro Giuseppe Guglielmi.